La forma dell’ascolto

Connettersi con il vivente e praticare il movimento e la danza come una forma di ascolto e di apprendimento.

Animare il corpo che danza attraverso la percezione sottile della vitalità dei propri tessuti per elevarlo a spazio di risonanza

Spazio del corpo che crea in contatto profondo con il luogo, la natura e l’ascolto del gruppo.

 

Cinzia Delorenzi

Danzatrice, coreografa, formatrice, cercatrice . Da oltre vent’anni si investe nel campo delle pratiche e dello studio legate all’esperienza somatica ed è impegnata nel campo della trasmissione.
Nella propria ricerca incrocia il tema del corpo, del gesto danzato, della cura, del tocco e della creazione artistica, Insieme a una costante riflessione sulla trasmissione, intesa come creazione dello spazio necessario per nutrire ed orientare il progetto del singolo e della collettività.
In questi anni ha sviluppato il suo lavoro attraverso numerosi laboratori in studio e  in natura portando le sue proposte in foresta, in ambiente marino e sottomarino e nel deserto del Marocco. Si avvale di un approccio transdisciplinare aperto, fortemente nutrito dall’indagine artistica.
Debutta professionalmente come danzatrice nell’ambito della Danza Jazz in Francia negli anni ’80. Nell’ 89 inizia la collaborazione con l’associazione Sosta Palmizi come interprete di Giorgio Rossi e di Raffaella Giordano e come artista associato. Creatrice ed interprete dei propri spettacoli, dal 2005 al 2013 attraversa l’esperienza della creazione di un gruppo di ricerca e la fondazione di una compagnia (gruppo Care Estinte, Compagnia Cinzia Delorenzi).
Da quindici anni insegna Danza Sensibile® ed è  tra i docenti nel programma triennale di formazione per insegnanti del maestro Claude Coldy. Ha insegnato nelle due edizioni del progetto “Scritture per la danza” di R.Giordano. Nel 2017 crea il progetto di formazione Rhizoma/Le pratiche dell’ascolto.
é Educatrice del movimento somatico e Pratictioner Body-Mind Centering®, é formata in Shiatsu, in terapia Craniosacrale, in sciamanesimo , al metodo “The Empty chair Teaching” con Mike Boxhall. Tra i percorsi e gli incontri attraversati fondamentale è stato quello con gli osteopati Jean Louis Dupuy e Marie Guyon con i quali continua lo studio.